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Sei qui: Home > Cosa sono gli Organismi di Mediazione
 

Organismi di Mediazione

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Fonte: Ministero della Giustizia

 

Gli organismi di mediazione sono enti pubblici o privati, che diano garanzie di serietà ed efficienza, abilitati a svolgere il procedimento di mediazione ed iscritti nell’apposito registro degli organismi di mediazione.

Il registro è istituito e tenuto presso il Dipartimento per gli affari di giustizia del Ministero e ne è responsabile il direttore generale della giustizia civile ovvero un suo delegato avente qualifica dirigenziale, che esercita poteri di vigilanza e controllo.

I criteri e le modalità di iscrizione nel registro degli organismi di mediazione e nell’elenco degli enti di formazione sono fissati con D.M n. 180 del 18 ottobre 2010, pubblicato sulla G.U. n. 258 del 4 novembre 2010, che attua quanto previsto dal D.Lgs. n. 28 del 4 marzo 2010.

I mediatori, infatti, possono essere iscritti nel registro solo dopo aver frequentato un percorso formativo ad hoc tenuto da formatori accreditati, inseriti nell’elenco dei soggetti ed enti abilitati a tenere corsi di formazione istituito presso il Ministero.

Gli enti abilitati a svolgere la mediazione possono essere pubblici o privati (per esempio società a responsabilità limitata, associazioni), ovvero organi o articolazioni interne degli enti medesimi (ad esempio camere di conciliazione istituite dalle Camere di commercio). Pertanto, il registro è diviso in due parti distinte, enti pubblici e enti privati, con tre sezioni ciascuna che indicano rispettivamente l’elenco dei mediatori, i mediatori specializzati nella materia internazionale e quelli specializzati nella materia dei rapporti di consumo. Per gli enti privati devono essere specificati soci, associati, amministratori e rappresentanti degli organismi. La vigilanza sui mediatori esperti nella materia dei rapporti di consumo è esercitata dal direttore generale, sentito il Ministero dello sviluppo economico.

Il Ministero della giustizia provvede al monitoraggio statistico dei dati che si riferiscono alla mediazione obbligatoria, volontaria e demandata dal giudice. Per ciascuna tipologia di mediazione sono indicati i casi di successo della procedura ed i casi di esonero dal pagamento delle indennità per la concessione del gratuito patrocinio.

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Criteri per l’iscrizione nel registro
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Gli enti pubblici o privati o che costituiscono autonomi soggetti di diritto pubblico o di diritto privato sono iscritti sul registro dopo aver presentato la domanda. Il responsabile del registro verifica che:
 
- l’attività di mediazione non sia incompatibile con l’oggetto o lo scopo dell’ente
- il capitale utilizzato sia pari a quello necessario per la costituzione di una srl, vale a dire 10.000 euro
- l’attività si svolga in almeno due regioni ovvero in due province della medesima regione, anche mediante accordi con altri organismi
- sia contratta una polizza assicurativa di importo non inferiore a 500.000 euro, per ogni responsabilità derivante dallo svolgimento dell’attività

In particolare gli organismi delle Camere di commercio, industria e artigianato sono iscritti a semplice domanda, sussistendo il mero requisito della polizza assicurativa e i requisiti minimi prescritti per i mediatori.
I consigli degli ordini professionali possono costituire organismi di mediazione nelle materie di loro competenza, previa autorizzazione del Ministero della giustizia, e l’iscrizione di questi ultimi è sottoposta al medesimo regime di quelli delle Camere di commercio.
Gli ordini forensi, invece, possono costituire organismi di mediazione in ogni materia.

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Registro degli Organismi di Mediazione
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Gli organismi di mediazione sono ordinati secondo il numero di iscrizione nel Registro. Un organismo di mediazione può essere operativo in più luoghi contemporaneamente .
Le domande di mediazione vanno presentate alla sede legale dell'organismo, gli incontri di mediazione invece si possono svolgere presso le sedi operative.

Gli organismi e gli enti di formazione iscritti con il codice P sono da considerarsi iscritti a titolo provvisorio. L’iscrizione deriva dall’adempimento a quanto previsto nell’art. 4 del decreto 180/2010. In questi casi, essendo decorso il termine di quaranta giorni dal ricevimento della domanda, ovvero di venti giorni dopo il ricevimento della documentazione integrativa richiesta, la direzione generale provvede alla prevista iscrizione. Ciò non toglie, comunque, che la direzione generale attivi il proprio potere di controllo successivo all'iscrizione, procedendo alla verifica della legittimità della domanda per eventuale adozione di provvedimento in autotutela. Pertanto, il codice P indica che l’iscrizione è avvenuta solo per effetto del silenzio assenso e che l’amministrazione procederà a breve al compimento dell’attività di controllo.

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I requisiti per l’esercizio delle funzioni di mediatore
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I mediatori, che devono essere in numero non inferiore a cinque per ciascun organismo, devono possedere:

- un titolo di studio non inferiore al diploma di laurea triennale, oppure, in alternativa, devono essere iscritti a un ordine o collegio professionale
- una specifica formazione ed un aggiornamento almeno biennale presso gli enti di formazione
- alcuni requisiti di onorabilità (non aver riportato condanne definitive per delitti non colposi o a pena detentiva non sospesa, non essere interdetti dai pubblici uffici, non essere stati sottoposti a misure di prevenzione o di sicurezza, non aver riportato sanzioni disciplinari diverse dall’avvertimento).

I mediatori possono svolgere la loro attività al massimo per cinque organismi di mediazione.

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Procedimento di iscrizione
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Deve essere concluso entro quaranta giorni dalla data di presentazione della domanda.
Per gli enti pubblici alla domanda devono essere allegati il regolamento di procedura e la tabella delle indennità.
Per gli enti privati il responsabile del registro esercita previamente un controllo sui criteri di determinazione delle tariffe, che saranno approvate con l’iscrizione nel registro. Le tariffe relative alle materie per cui la mediazione costituisce condizione di procedibilità dell’azione giudiziaria, sono sottoposte a limiti, che saranno verificati dal responsabile del registro.

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