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Arbitrato

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L'arbitrato (dal latino arbitratus, cioè giudizio) è un metodo alternativo di risoluzione delle controversie (cioè senza ricorso ad un procedimento giudiziario) per la soluzione di controversie civili e commerciali, svolta mediante l'affidamento di un apposito incarico ad uno o più soggetti terzi rispetto alla controversia, detti arbitri, normalmente in numero di 3, di cui 2 scelti da ciascuna delle parti ed il terzo di nomina da parte di una persona al di sopra delle parti (es. il Presidente di un Tribunale), i quali producono una loro pronuncia, detta lodo, che contiene la soluzione del caso ritenuta più appropriata.

La scelta di affidare la risoluzione della controversia ad un collegio arbitrale può essere fatta dalle parti direttamente alla redazione del contratto con l'inserimento di una apposita clausola compromissoria o, successivamente dopo l'insorgere della controversie, con la sottoscrizione di un apposito accordo, il compromesso arbitrale.

L’arbitrato ha come esito un giudizio vincolante adottato da un terzo neutrale. L’arbitrato nasce da un accordo delle parti che può essere preesistente all’insorgere della controversia o successivo a questa, tuttavia la principale differenza risiede nel fatto che in tale procedura la soluzione alla controversia è imposta alle parti da un terzo neutrale. Nella conciliazione il terzo neutrale aiuta le parti ad elaborare la loro personale soluzione.

La mediazione/conciliazione è la procedura in cui un terzo neutrale ed imparziale (il mediatore) facilita il dialogo tra le parti con il fine di raggiungere un accordo. Il mediatore/conciliatore quindi non esprime alcuna opinione (se non richiesta da tutte le parti), e non emette nessuna decisione in ordine all'oggetto della disputa.
Nell'arbitrato, invece, il terzo imparziale viene chiamato ad emettere una vera e propria decisione (quindi, in definitiva, giudica).

PROCESSO / ARBITRATO

MEDIAZIONE / CONCILIAZIONE

La procedura può essere attivata e portata avanti da una sola delle parti in assenza della altre

La procedura è volontaria e richiede il consenso e la partecipazione di tutte le parti

Allontana le parti che si riconoscono come "nemici"

Rende possibile l'incontro: le parti si riconoscono come "avversari" e non come "nemici"

La controversia è risolta da un terzo (giudice o arbitro)

La controversia è risolta dalle parti

Procedura formale

Procedura informale

Criterio decisionale è giuridico

Criterio decisionale è metagiuridico nel pieno rispetto della legge

C'è sempre un vincitore e un perdente

Tutti sono vincitori

Il ruolo delle parti è passivo: sono rappresentate sempre da un soggetto professionista

Il ruolo delle parti è attivo: devono essere sempre presenti personalmente anche se possono farsi assistere da un soggetto professionista

Sono possibili dinamiche di forza e di potere

Non sono possibili dinamiche di forza e di potere perchè il consenso sostituisce la forza --> la cooperazione delle parti prescinde dal potere della forza

Esito del processo giurisdizionale o arbitrale non dipende sempre dalle parti le quali subiscono un giudizio

Esito della mediazione/conciliazione dipende al 100% dal consenso delle parti --> il mediatore/conciliatore non deve esercitare alcun potere in quanto non spetta a lui la risoluzione del conflitto

L'esito del processo è una sentenza

L'esito della mediazione/conciliazione è un accordo volontario

L'esecuzione della sentenza non è sempre spontanea e spesso occorre attuarla coattivamente

L'esecuzione dell'accordo è spontanea perché vantaggiosa per tutte le parti

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